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Redazione14 SET 201816:33

Camorra a Cava de' Tirreni, perquisizione a casa di mister Eziolino Capuano

Al tecnico è stato notificato un decreto di perquisizione, l'appartamento è stato passato al setaccio e sono stati portati via il telefono cellulare e un tablet.

Gli inquirenti hanno bussato ieri mattina anche alla porta di Eziolino Capuano, ex allenatore anche della Cavese, al momento disoccupato e indagato dalla Dda con l’accusa di aver reso dichiarazioni false al pubblico ministero che indagava sugli affari illeciti di Zullo e degli altri gruppi criminali operativi a Cava de’ Tirreni. A Capuano è stato notificato un decreto di perquisizione, l’appartamento è stato passato al setaccio e sono stati portati via il telefono cellulare e un tablet.

Dall’esame di questi ultimi gli inquirenti sperano di trovare ulteriori riscontri al qaudro accusatorio sul clan e il giro di droga, usura ed estorsione. Capuano (difeso dall’avvocato Michele Sarno) avrebbe negato la conoscenza di alcuni episodi legati allo “strozzo” e per questo risulta adesso indagato con l’accusa di avere intralciato la giustizia.

Finora il suo nome è stato legato più che altro a dichiarazioni colorite rese al termine delle partite di calcio. Nativo di Salerno, ma originario di Pescopagano (in provincia di Potenza), Eziolino Capuano fu costretto ad abbandonare il calcio giocato a soli 17 anni per i postumi di un grave infortunio e intraprese per questo una precoce carriera di allenatore esordendo in panchina a 23 anni con l’Ebolitana, nella stagione 1988-89 dell'Interregionale.

In seguito ha trascorso alcune stagioni alla guida di varie squadre delle serie dilettantistiche regionali campane. Tra i suoi primi successi si annovera la promozione dalla serie D alla serie C2 con l’Altamura nel 1996, performance ripetuta nel 1997 con la Cavese, dove è restato fino al 1999. Lunghissime le sue conferenze stampa e le interviste, dove nel raccontare il suo calcio Capuano fece conoscere anche il suo personaggio. «Non friggo il pesce con l’acqua, ma qualcosa posso fare con l'acqua minerale» una delle sue affermazioni più celebri.

E ancora: «I miei calciatori sono dei maialetti, che piano piano stanno crescendo e diventano più cattivi, come le scrofe». Spesso collerico con i giornalisti, furioso quando qualcuno adombrava un suo possibile esonero. Nel maggio 2017 è stato squalificato per quattro mesi; contro di lui era stato aperto un procedimento “perché, nell’estate del 2016, in costanza di tesseramento con la società Arezzo, prestava la propria attività di consulenza tecnica per la società Potenza SS”.

Fonte: lacittadisalerno.it